“Chassid, the jews of NYC”, personale di Silvia Forese a Zuni

20 novembre 2012
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images-3Venerdì 30 novembre alle 20, al civico 15 di via Ragno, inaugura Chassid, the jews of New York City la personale di Silvia Forese. L’artista 28enne di Verona espone per la prima volta a Ferrara.

La mostra, frutto della collaborazione tra il centro studi Dante Bighi di Copparo e Zuni Arte contemporanea, comprende circa 60 ritratti di ebrei della comunità ‘Chassid’ Brooklyn, dove l’artista ha trascorso buona parte del 2012.

In USA vivono circa 6 milioni di ebrei, il 40% risiede a New York.

Chassid è l’ebreo appartenente a una corrente particolarmente ortodossa. Nella zona di Borough Park, a Brooklyn, ne vivono 58.000, conducendo una vita disciplinata e silenziosa, isolata dal resto della popolazione, come rinchiusi in un villaggio-luogo di culto che ha gli odori e i colori della Varsavia di inizi Novecento.

Silvia Forese è stata catturata da queste presenze, le ha osservate: rigore di espressione e di movenze, lunghi abiti scuri, barbe folte e lunghe, una kippah che nasconde teste rasate ad eccezione dei lunghi boccoli che cadono ai lati del viso. Incuriosita dal loro aspetto e dalla loro cultura, l’artista ne ha ritratto i volti, fotografando una realtà sociale difficile da comprendere agli occhi di un osservatore esterno e che poco ha a che fare con l’inaudita violenza che sta assumendo il conflitto israeliano-palestinese nelle ultime settimane.

I lavori in mostra sono acrilici su cartone, piccole tavole, facili da trasportare e archiviare, per essere classificate e accumulate come fossero il catalogo di una tipologia umana in continua espansione in America, in Australia, Russia, Marocco, Alaska, Sud Africa…

La serie, esposta a Zuni per la prima volta, è iniziata nel marzo 2012 ed è ancora in progress.

A lato dei ritratti Chassid, vengono proiettati 2 video, ricerche indipendenti, ma pur sempre newyorkesi, che rappresentano sperimentazioni dell’artista ancora sulla società e il rapporto tra gli individui, attraverso mezzi creativi differenti.

Coincidence è un omaggio al maestro Michelangelo Antonioni, realizzato in occasione del centenario dalla nascita. Qui Silvia Forese ha fissato l’occhio della camera su alcuni oggetti che si muovono ritmicamente, sospinti da qualcosa di invisibile, generando un tintinnio monotono. Il suono richiama il cammino dondolante di individui solitari e alienati, abbandonati tra la folla della città metropolitana. Clicca qui per vedere il video.

Spiegami ancora è un dittico, composto da video complementari: spiegami e impiegami eseguiti con la tecnica del montaggio di riprese fotografiche. In entrambi le immagini che si susseguono in forma animata, ritraggono una sagoma realizzata con l’utilizzo del tape adesivo, medium prediletto dall’artista nelle installazioni ‘domestiche’. È la sagoma che pur essendo immobile compie due azioni simili e contrarie; nel primo video una tovaglia piegata viene stesa sul tavolo, nel secondo, la stessa tovaglia viene sollevata e ripiegata. Prevale il forte senso di mancanza di comunicazione e contatto, siamo davanti a due figure immobili e inespressive che compiono un’azione ordinaria senza accennare ad alcun movimento. Il titolo indica la necessità dello spettatore di capire, che non sarà mai soddisfatta. Clicca qui per vedere il video.

Con la mostra di Silvia Forese, curata da Elena Bertelli, Silvia Meneghini e Matteo Andreolini, si rinnova la collaborazione tra Zuni arte contemporanea e centro studi Dante Bighi con l’obiettivo di promuovere i giovani artisti sul territorio.

Silvia Forese è nata nel 1984 a Verona, diplomata all’Accademia di Belle Arti Cignaroli, ha soggiornato e lavorato a Barcellona e New York, ha all’attivo una personale alla Galleria Cardazzo di Milano e un solo-show a Manhattan dal titolo The pleasure is all mine. Quattro suoi dipinti si trovano nella collezione permanente del Museo Magi900 di Bologna.

Ha partecipato alla collettiva Is Michelangelo Dead, un omaggio ad Antonioni presso il Centro Studi Dante Bighi di Copparo.

Leggi l’intervista di Elena Bertelli a Silvia Forese.